Un labirinto nato da una promessa: riapre il sogno visionario di Franco Maria Ricci

Da sabato 7 febbraio 2026 il Labirinto della Masone riapre al pubblico dopo la pausa invernale, inaugurando una nuova stagione densa di appuntamenti culturali, mostre, incontri e progetti editoriali. Un luogo unico al mondo che continua a dare forma a una visione coltivata per decenni da Franco Maria Ricci, editore, collezionista e raffinato interprete del concetto di bellezza.

«Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa trent’anni fa», raccontava Ricci, ricordando l’amicizia con Jorge Luis Borges, ospite a Parma negli anni Settanta. Il labirinto, simbolo caro allo scrittore argentino, divenne presto metafora di pensiero, smarrimento e ricerca: le incertezze dei suoi passi, segnati dalla cecità, evocavano per Ricci l’esperienza universale del muoversi tra enigmi e biforcazioni. Da quella suggestione nacque una promessa, fatta nel 1977: realizzare un giorno il labirinto più grande del mondo.

Inaugurato nel 2015 a Fontanellato, vicino Parma, il Labirinto della Masone rappresenta oggi il compimento di quel sogno. Un luogo reale e simbolico insieme, che invita il visitatore a perdersi per ritrovarsi, attraversando natura, arte e pensiero.

Franco Maria Ricci, editore del bello

Nato a Parma nel 1937, Franco Maria Ricci si forma come geologo, ma sceglie presto di deviare dal percorso accademico per dedicarsi alla grafica e all’editoria. Firma manifesti, loghi e campagne pubblicitarie entrate nell’immaginario collettivo e approfondisce parallelamente lo studio dell’opera di Giambattista Bodoni, passione che lo porterà a ristampare il celebre e rarissimo Manuale Tipografico. Da questa impresa prende vita, nel 1965, la Franco Maria Ricci Editore, progetto culturale che diventerà un punto di riferimento internazionale.

Tra le sue pubblicazioni spicca la rivista FMR, autentico oggetto di culto, rinata nel 2021 e oggi pubblicata con cadenza trimestrale. La costante ricerca del bello e l’amore per la parola scritta portano Ricci a frequentare alcuni dei più importanti intellettuali del suo tempo, alimentando un dialogo continuo tra arte, letteratura e visione.

Mostre ed eventi in programma

Fino all’8 marzo 2026 è ancora visitabile la mostra Knock Knock Knock. Guardiani di ferro dalla collezione Cesati, dedicata al tema simbolico del varco e del passaggio. Sessantacinque picchiotti in ferro dialogano con le fotografie di porte e portoni di Massimo Listri, mentre gli scatti ravvicinati di Roberto Bigano ne rivelano dettagli e raffinatezze, trasformando oggetti funzionali in soglie cariche di significato.

Dal 28 marzo al 28 giugno 2026 sarà la volta di Erté. Lo stile è tutto, a cura di Valerio Terraroli e organizzata da Elisa Rizzardi. La mostra offre una rilettura ampia e approfondita dell’opera di Romain de Tirtoff, in arte Erté, tra i massimi protagonisti dell’Art Déco. Il percorso si concentra in particolare sulle creazioni degli anni Dieci, Venti e Trenta, periodo di massima originalità e successo dell’artista, restituendone la modernità e la complessità espressiva.

In dialogo con la mostra torna anche ORA D’ARTE, il ciclo di salotti serali che intreccia narrazione artistica e convivialità. Dal 20 febbraio al 20 marzo 2026 sono in programma quattro appuntamenti dedicati al mondo culturale degli anni Venti: Sofia Gnoli parlerà di moda, Luca Scarlini accompagnerà il pubblico tra teatro e danza, Valerio Terraroli approfondirà l’universo di Erté e Francesco Martinelli guiderà un viaggio musicale tra immagini, filmati e registrazioni d’epoca.

Dal 3 al 5 luglio 2026 tornerà il LOST Music Festival – Labyrinth Original Sound Track, giunto alla sesta edizione. Un’esperienza immersiva che unisce musica elettronica contemporanea, arte e natura, trasformando il Labirinto in uno spazio di suoni, luci e installazioni, in omaggio alla dimensione mistica ed enigmatica del luogo.

Nell’autunno 2026 il Labirinto accoglierà una mostra inedita dedicata al fumetto: Milo Manara offrirà la sua personale interpretazione del tema del labirinto e della figura di Borges. Per tutta la stagione autunnale, incontri, laboratori e attività didattiche ruoteranno attorno all’illustrazione e al graphic novel, linguaggio già celebrato da Ricci nel 1975 con Histoire d’O illustrato da Guido Crepax e oggi protagonista di una nuova graphic novel dedicata all’editore e al suo labirinto.

Il Labirinto

Il Labirinto della Masone è una struttura viva, composta da oltre 300.000 piante di bambù su una superficie di più di otto ettari. Progettato da Franco Maria Ricci insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto, è al tempo stesso opera architettonica, giardino simbolico e spazio culturale.

All’interno dell’edificio principale si trova la collezione permanente: circa cinquecento opere che attraversano cinque secoli di storia dell’arte, dal XVI al XX secolo. Sculture barocche e neoclassiche, busti napoleonici, vanitas e nature morte dialogano con opere di artisti come Wildt, Ligabue e Hayez. L’allestimento non segue un criterio cronologico, ma procede per associazioni, riflettendo il gusto personale di Ricci e creando continui rimandi tra la sua attività di editore e quella di collezionista.

Ospitalità ed esperienza

Il Labirinto è anche uno spazio di accoglienza. Al suo interno si trovano una Caffetteria e un Ristorante-Bistrò, curati dallo chef Andrea Nizzi e dallo staff dei 12 Monaci, oltre a EPHEMERA – Il bel bazar, negozio eclettico che propone una selezione di oggetti per la casa, fragranze, beauty e creazioni artigianali.

Per chi desidera un’esperienza più immersiva, sono disponibili due Suites affacciate sulla corte centrale e sul dedalo di bambù. Più che semplici alloggi, sono spazi di ospitalità raffinata, arredati secondo il gusto inconfondibile di Franco Maria Ricci e impreziositi da opere della sua collezione. Il soggiorno include colazione in camera, accesso completo al complesso, visita guidata privata e l’esperienza esclusiva del labirinto di bambù più grande del mondo.

(Foto di Elisa Rizzardi)