“Museum Dreams” a gres art 671: la prima grande antologica italiana di Isaac Julien

Dal 10 aprile al 4 ottobre 2026, gli spazi di gres art 671 a Bergamo ospitano Museum Dreams, la prima grande mostra antologica in Italia dedicata a Sir Isaac Julien, tra le figure più influenti nel dialogo contemporaneo tra videoarte, installazione e cultura visiva.

Curata da Nathan Ladd, l’esposizione è pensata in stretta relazione con l’architettura dell’ex area industriale rigenerata di gres art 671 e propone un ampio percorso immersivo che attraversa oltre trent’anni di ricerca dell’artista. Il progetto riunisce cinque grandi installazioni video multischermo, di cui quattro presentate per la prima volta in Italia, insieme a fotografie, sculture, negativi e materiali d’archivio.

La mostra si sviluppa come un ambiente narrativo fluido, in cui spazio, suono e immagini in movimento costruiscono un’esperienza percettiva totale. Le opere di Julien mettono in discussione l’idea tradizionale di museo come luogo statico, trasformandolo invece in un dispositivo dinamico di relazione, montaggio e memoria.

Il percorso espositivo alterna ambienti immersivi autonomi e interconnessi, ciascuno concepito come un universo a sé ma parte di una struttura più ampia. Il suono assume un ruolo fondamentale, diventando una componente architettonica invisibile che orienta la percezione e il movimento del visitatore.

Tra le opere in mostra figurano lavori chiave della carriera dell’artista. In The Long Road to Mazatlán (1999), realizzata con il coreografo Javier de Frutos, la danza diventa elemento narrativo e spaziale. Vagabondia (2000) esplora il tema del nomadismo e delle migrazioni culturali attraverso una struttura frammentata e discontinua. Con Baltimore (2003), lo spazio urbano si trasforma in un corpo sociale attraversato da tensioni e stratificazioni storiche.

Una svolta ulteriore si trova in Lina Bo Bardi: A Marvellous Entanglement (2019), installazione a nove schermi dedicata all’architetta Lina Bo Bardi, figura centrale del modernismo globale. Il lavoro intreccia architettura, politica e decolonizzazione dello sguardo, restituendo una visione transnazionale della modernità. L’opera è stata presentata al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma nel 2020.

Il percorso si conclude con Once Again… (2022), installazione a cinque canali che affronta criticamente la storia dei musei occidentali e la rappresentazione delle culture afrodiscendenti, interrogando i meccanismi di acquisizione, esposizione e interpretazione delle collezioni.

Il progetto coinvolge importanti istituzioni internazionali, tra cui il MoMA, il Centre Pompidou di Parigi, l’Art Institute of Chicago, il Victoria and Albert Museum e la Tate di Londra, dove le opere dell’artista sono conservate.

L’allestimento, progettato da Adjaye Associates con lighting design di Viabizzuno, costruisce un paesaggio espositivo fatto di soglie, aperture e prospettive profonde. Il visitatore è invitato a muoversi liberamente tra spazi cromaticamente distinti, rosso, blu, turchese e argento, in cui il colore diventa parte integrante del dispositivo narrativo.

In questa logica, il pubblico assume il ruolo di “spettatore mobile”: non più osservatore passivo, ma soggetto attivo che costruisce il proprio percorso di visione. L’intera architettura espositiva si trasforma così in un organismo vivo, in cui anche l’ex struttura industriale di gres art 671 contribuisce alla drammaturgia dell’opera.

La mostra riflette inoltre sul destino delle immagini in movimento e sulla funzione delle istituzioni culturali come luoghi di conservazione ma anche di riattivazione della storia. Temi centrali nella ricerca di Julien, che da sempre intreccia narrazione storica, politica e dimensione estetica.

Come afferma lo stesso artista, il progetto riunisce decenni di lavoro in un’unica esperienza immersiva in cui immagine, suono e spazio si fondono. Per Nathan Ladd, curatore della mostra, Museum Dreams rappresenta un’occasione per ripensare il museo come luogo di immaginazione e trasformazione.

A completare il progetto, gres art 671 propone un ricco programma pubblico con incontri, performance, concerti e attività partecipative che coinvolgono artisti, intellettuali e comunità diverse. Un’estensione naturale della mostra che rafforza la vocazione del centro come spazio culturale aperto e multidisciplinare.

Museum Dreams si configura così come un’esperienza immersiva che ridefinisce il rapporto tra spettatore, opera e istituzione, mettendo in movimento lo spazio stesso dell’arte.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da gres art 671, con contributi di Nathan Ladd, José Esteban Muñoz, Julian Lucas e Giuliana Bruno. Un ulteriore strumento di approfondimento per entrare nell’universo poetico e politico di Isaac Julien.