Fondazione Zani inaugura “Magnifica Eleganza”, un viaggio nella bellezza della Venezia del Settecento

Quando il potere politico della Serenissima comincia lentamente a perdere la propria centralità, Venezia trova nell’arte, nella moda e nella rappresentazione sociale una nuova forma di prestigio destinata a conquistare l’Europa. È questa la Venezia del XVIII secolo raccontata dalla Fondazione Paolo e Carolina Zani con la mostra “Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda”, in programma dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 nella nuova Sala Esposizioni della Casa Museo di Cellatica, in provincia di Brescia.

Ideata e coordinata da Massimiliano Capella, l’esposizione propone un punto di vista originale sulla pittura veneziana del Settecento, concentrandosi sul rapporto tra le opere d’arte e il mondo dell’abbigliamento. Il progetto riunisce più di quarantacinque opere tra dipinti e disegni di Pietro Longhi, Giambattista Tiepolo, Francesco Guardi e Pietro Antonio Rotari, affiancandole ad alcuni abiti autentici del XVIII secolo, presentati per la prima volta al pubblico, e ai costumi creati da Danilo Donati per il film Il Casanova di Federico Fellini del 1976, premiati con l’Oscar l’anno successivo.

Le opere arrivano da importanti istituzioni e raccolte: dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, Gabinetto Stampe e Disegni, Ca’ Rezzonico, dalla Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia – Vicenza, dalla collezione privata di Mara Bertoli, dall’archivio Sartoria Farani, da altre collezioni private e dalle raccolte della stessa Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani.

La moda come documento della società veneziana

Il percorso espositivo evidenzia quanto i protagonisti della pittura veneziana non si siano limitati a rappresentare la quotidianità della Serenissima. Attraverso i loro dipinti diventano anche attenti interpreti della moda, delle abitudini e delle gerarchie sociali del loro tempo.

Gli abiti, gli accessori, le acconciature e gli atteggiamenti dei personaggi raffigurati assumono così un valore che supera quello puramente decorativo. Ogni particolare contribuisce a ricostruire il gusto dell’epoca e i codici attraverso cui gli individui comunicavano il proprio ruolo all’interno della società. Le tele diventano, in questo modo, vere e proprie testimonianze della storia del costume.

Uno degli episodi più significativi della mostra è rappresentato da Il Ridotto in Venezia di Pietro Longhi, tra le immagini più note della società veneziana del XVIII secolo. La scena diventa una sorta di inventario dell’eleganza della Serenissima: le dame indossano andrienne sostenute dai panier, mentre i gentiluomini sfoggiano velade preziose e tricorni. Non mancano maschere, sete e broccati, elementi che restituiscono l’atmosfera dei Ridotti, luoghi fondamentali della vita mondana veneziana.

Qui il gioco, il Carnevale e il desiderio di mostrarsi agli altri si intrecciano fino a diventare componenti essenziali della vita sociale.

Quando la tela incontra l’abito

Uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione è la possibilità di mettere a confronto la rappresentazione pittorica con gli abiti reali del periodo. Le volumetrie imponenti dei panier, i preziosi damaschi, i velluti, le sete leggere, i ricami e le complesse costruzioni sartoriali raffigurate dagli artisti possono essere osservati direttamente attraverso gli esemplari storici presenti in mostra.

Il visitatore è così invitato a verificare concretamente quanto la pittura settecentesca fosse precisa nella restituzione dell’abbigliamento e quanto la moda costituisse un elemento fondamentale della costruzione dell’immagine individuale.

Il dialogo tra dipinti, disegni e costumi attraversa l’intero percorso. L’andrienne, ricorrente nelle opere di Pietro Longhi, trova una corrispondenza negli abiti originali del Settecento. La robe à la polonaise, invece, può essere riconosciuta nelle figure della celebre Veduta di Villa Loredan a Paese di Francesco Guardi, capolavoro della Fondazione Paolo e Carolina Zani che l’esposizione permette di osservare attraverso una nuova chiave di lettura.

Le robe à la française, caratterizzate dai celebri plis Watteau, e gli habit à la française compaiono nei disegni di Guardi e Giambattista Tiepolo e testimoniano il successo che la moda francese aveva raggiunto nella Venezia settecentesca.

Anche gli accessori diventano fondamentali per comprendere l’identità della società rappresentata. L’inedita Dama con moretta di Pietro Antonio Rotari restituisce l’immagine misteriosa della maschera femminile più caratteristica della Serenissima. Bautta e larva, invece, ricorrono nelle composizioni di Longhi e richiamano il mondo teatrale e sospeso del Carnevale veneziano, destinato a trasformarsi in uno dei miti più celebri dell’immaginario europeo.

I disegni come “figurini” del Settecento

Particolarmente prezioso è il nucleo di disegni provenienti dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, Gabinetto Stampe e Disegni, Ca’ Rezzonico.

Questi fogli non rappresentano soltanto studi destinati alla realizzazione delle opere pittoriche. La loro attenzione ai dettagli dell’abbigliamento, ai tessuti, alle pieghe degli abiti, agli accessori e alle posture li trasforma in una sorta di catalogo della moda del tempo.

Sono autentici “figurini” ante litteram, nei quali Longhi, Tiepolo e Guardi dimostrano una capacità di osservazione quasi sartoriale. Attraverso questi disegni è quindi possibile ricostruire aspetti della cultura vestimentaria settecentesca con un livello di precisione particolarmente significativo.

Dal Settecento veneziano al cinema di Fellini

Il percorso arriva quindi al Novecento e al cinema attraverso una selezione dei costumi realizzati da Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini, pellicola del 1976. Gli abiti, provenienti dalla Sartoria Farani, comprendono marsine in velluto rosso, ampi panier, tessuti cangianti e silhouette volutamente esasperate.

Donati non cerca una riproduzione rigorosamente filologica dell’abbigliamento settecentesco. Il suo lavoro è piuttosto una reinterpretazione visionaria e teatrale dell’immaginario legato alla Venezia di Casanova e alla sua epoca.

Il confronto con le opere di Longhi, Guardi e Tiepolo dimostra così come l’estetica veneziana del Settecento abbia continuato a esercitare un’influenza profonda ben oltre il proprio tempo, arrivando a nutrire cinema, moda e cultura visiva contemporanea.

A completare questa sezione sono gli scatti del fotografo internazionale Mustafa Sabbagh, realizzati per il ciclo Trame di Cinema del 2014 e dedicati proprio a Il Casanova di Fellini. Le fotografie trasformano i costumi originali di Donati in presenze sospese, affidandoli a corpi reali e sottraendoli alla dimensione della semplice esposizione museale.

Qui, il genio di Sabbagh interpreta i costumi originali conferendogli la sacralità atemporale di una posa, indossati da figure reali che non sono più fantasmi o reliquie su manichino, ma archetipi reali del nostro inconscio, trasformati in opere d’arte contemporanee.

La Black Room: il nero tra moda, fotografia e cinema

All’interno della Casa Museo, il rapporto tra i costumi di Donati e le fotografie di Sabbagh trova una particolare intensità nella Black Room.

La scelta del nero diventa il filo conduttore dell’allestimento e richiama uno degli elementi distintivi della ricerca fotografica di Sabbagh, oltre a essere una componente importante delle scelte cromatiche adottate per Il Casanova.

Gli abiti vengono presentati come vere e proprie sculture, mentre nelle fotografie sono indossati da figure umane dal volto nascosto. Il risultato è un omaggio agli artisti che hanno contribuito a definire l’idea stessa di eleganza e alla continua relazione tra arte, moda e cinema.

Con Magnifica Eleganza, la Fondazione Paolo e Carolina Zani inaugura dunque un nuovo capitolo della programmazione della Sala Esposizioni, proponendo un percorso capace di unire storia dell’arte, storia della moda e cultura materiale.

La Venezia del Settecento viene osservata non soltanto attraverso i suoi grandi pittori, ma anche attraverso gli abiti e gli oggetti che contribuirono a costruire l’immagine di una società sofisticata, teatrale e profondamente consapevole del valore della propria rappresentazione.

Il programma di eventi

La mostra sarà accompagnata da un programma di iniziative pensato per ampliare il rapporto tra arte, moda, musica e cultura della bellezza.

Sono previsti laboratori creativi destinati ai più giovani, appuntamenti dedicati alle pratiche di cura della persona e ai rituali di bellezza del Settecento, workshop dedicati al mondo delle fragranze e della cosmesi e momenti conviviali con gli appuntamenti di Arte & Cicchetti.

La musica avrà inoltre un ruolo importante grazie ai quattro concerti delle Settimane Barocche di Brescia, dedicati alla Venezia del XVIII secolo e ospitati nell’Auditorium della Fondazione.

Un insieme di attività che completa la mostra attraverso linguaggi differenti, restituendo l’immagine di un’epoca nella quale arte, moda, socialità e desiderio di apparire erano elementi strettamente connessi.

La nuova Sala Esposizioni della Fondazione Zani

La Fondazione Paolo e Carolina Zani nasce con l’obiettivo di conservare, proteggere e valorizzare la collezione d’arte custodita nella Casa Museo Zani e nel suo suggestivo giardino. Il complesso ospita sculture, dipinti, arredi e oggetti di arte applicata francesi, romani e veneziani appartenenti soprattutto ai secoli XVII e XVIII.

L’attività della Fondazione si estende inoltre al sostegno della cultura attraverso contributi, premi e borse di studio, con una particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni.

Nel corso dell’anno la Casa Museo propone percorsi tematici, laboratori, seminari, esposizioni temporanee e concerti, all’interno di un contesto che comprende anche il parco, il bookshop, la caffetteria e un moderno auditorium.

Dal 2026 il complesso dispone inoltre di una nuova Sala Esposizioni destinata alle mostre temporanee. Lo spazio, di circa 100 metri quadrati, è stato progettato per coniugare funzionalità ed estetica ed è dotato di illuminazione orientabile e dimmerabile, studiata per valorizzare le opere e migliorarne la fruizione.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla conservazione, grazie a un sistema di controllo termo-igrometrico. La posizione autonoma della sala rispetto al percorso permanente consente inoltre di accogliere non soltanto mostre temporanee legate alle collezioni della Casa Museo, ma anche esposizioni di arte contemporanea ed eventi.

Scheda della mostra

Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda. Ideata da Massimiliano Capella

Comitato scientifico: Mara Bertoli, Massimiliano Capella, Alberto Craievich, Luigino Piccolo, Giovanni Valagussa
Allestimento: Massimo Marcomini
Sede: Sala Esposizioni Fondazione Paolo e Carolina Zani, Via Fantasina 8, Cellatica (BS)
Date: 12 settembre – 6 dicembre 2026
Orari: martedì-venerdì, 9-13; sabato-domenica, 10-17
Ingresso: biglietto unico giardino e sala espositiva, 12 euro
Informazioni:http://www.fondazionezani.com – tel. 030.2520479